Per Bankitalia è necessario ridurre il debito


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31 maggio 2017 0 commenti

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali ha ripercorso gli anni della crisi del 2009, la maggiore a […]

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue Considerazioni finali ha ripercorso gli anni della crisi del 2009, la maggiore a partire dal dopoguerra, per dire che anche in Italia, seppur debole, la crescita continua da due anni. Il Pil dell’area Euro nel 2017 “dovrebbe essere prossimo al +2%, circa il doppio che nel nostro Paese. Anche grazie al sostegno della politica monetaria della Bce“.

La politica monetaria non può comunque garantire da sola il ritorno a una crescita stabile, ha ribadito il governatore Visco. I problemi strutturali delle economie nazionali vanno affrontati con i necessari interventi di riforma. “L’esigenza di superare la crisi ha sollecitato, e sollecita ancora, uno sforzo eccezionale“. Non da meno è l’impegno dovuto per ritrovare un sentiero di crescita stabile ed elevata, risolvendo la questione del lavoro, così difficile da creare, mantenere, trasformare. La principale lezione data dalla crisi è che gli squilibri devono essere corretti in maniera tempestiva, altrimenti prima o poi si pagano. Sul piano delle riforme e su quello della finanza pubblica, invece, per le banche servono passi in avanti, non indietro.

La questione del lavoro rimane dunque centrale. Quanto ai crediti deteriorati, il governatore mette in evidenza che le sofferenze, aumentate di tre volte dal 2007 al 2015, a fine 2016 erano pari a 173 miliardi, ovvero il 9,4% dei titoli complessivi. L’Europa, ha sostenuto Visco, deve restare “un’ancora salda in un mondo che appare sempre più instabile e politicamente imprevedibile“.

Le Considerazioni del governatore si sono chiuse con un nota di ottimismo. “Sono fiducioso che, al di là dell’incertezza politica, il nostro Paese saprà ottenere risultati che servono l’interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l’economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi”. Ha ribadito inoltre che è necessario saper cogliere tutte le occasioni che l’innovazione oggi offre, in modo da “sviluppare un’economia robusta, una finanza stabile e utile, un sistema sociale più giusto”.

[fonte: Corriere della Sera]



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